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<title>news&eventi</title><link>http://www.tuluilebantu.org/dblog/</link>
<description>news&eventi</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Giornata all'aria aperta]]></title>
	<description><![CDATA[<img style="WIDTH: 634px; HEIGHT: 691px" alt="" src="/public/INVITO 2 GIUGNO.jpg" width="967" height="971" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.tuluilebantu.org/dblog/articolo.asp?articolo=30]]></link>
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	<dc:date>2012-05-10T20:09:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[MOZART A KINSHASA]]></title>
	<description><![CDATA[<font color="#000000"><font size="4">
<p><br /><font size="3">In Congo spopola la musica classica</font><br /><br /><font size="3"><b>Nella caotica capitale congolese si esibisce l’unica orchestra sinfonica dell’Africa nera. Ottanta musicisti fai-da-te. Che suonano strumenti artigianali in condizioni proibitive. E che incantano con la loro passione</b></font><br /><br /><font color="#ffffff" size="3"><font color="#000000"><font size="+1">E</font>’ sporca, malconcia e sconclusionata. Ma sempre esuberante e irrimediabilmente festaiola. Kinshasa, cuore pulsante della Repubblica Democratica del Congo, non ha perso la sua verve artistica e melodica. Malgrado la crisi economica – acuita dalla corruzione dei politici e dalla guerra che infiamma da oltre quindici anni l’Est del Paese – “Kin la belle” resta la capitale musicale dell’Africa. Un primato rinvigorito dal clamoroso successo della sua Orchestra Sinfonica Kimbanguista (OSK), l’unica vera filarmonica del continente. Nata quindici anni fa in seno all’omonima chiesa indipendente del Congo, l’OSK tiene concerti in piazze e stadi affollati. Viene spesso invitata ad esibirsi a Brazzaville, Kisangani, Yaound&eacute;, Libreville. E adesso approda anche in Europa grazie al film “Kinshasa Simpony” (leggi il box). L’orchestra &egrave; stata creata da Armand Diangienda, nipote del compianto leader religioso Simon Kimbangu, martire della lotta anticoloniale, autoproclamatosi nel 1921 “Profeta di Cristo”, fondatore di una chiesa che oggi vanta 5 milioni di seguaci in Africa, 17 milioni in tutto il mondo. <br /><b>FEDE E MUSICA </b><br />«Per impreziosire le nostre celebrazioni religiose c’era bisogno di un adeguato accompagnamento musicale», racconta il maestro Diangienda. «All’inizio eravamo in una dozzina a suonare, oggi siamo una vera orchestra sinfonica con strumentisti e coristi». Ottanta musicisti autodidatti, nessun professionista (suonano meccanici, insegnanti, segretarie, lattonieri, etc). Spartiti recuperati da internet e fotocopiati su cartacce. Una selva di strumenti assemblati artigianalmente (i flauti coi tubi di pvc, le corde dei violini coi cavi dei freni) oppure importati dall’Europa, da qualche banda musicale, di seconda o terza mano. Ci si arrangia alla bellemeglio, come sempre a Kinshasa. Una squadra di fabbri e falegnami garantisce la manutenzione di clarinetti, contrabbassi, ottoni e cembali. Le prove si tengono ogni sera dentro una sala di preghiera nella polverosa Rue Monkoto. Gli orchestrali arrivano a piedi, in motorino o su affollati pulmini. In chiesa imparano a suonare Bach, Mozart, Beethoven, Verdi, Vivaldi, Ravel, Handel. Ai concerti indossano gli abiti neri del matrimonio e scarpe di vernice tirate a lucido. Il pubblico di Kinshasa – abituato al ritmo travolgente della rumba - resta con la bocca aperta, sbalordito. Come davanti ad uno spettacolo che pare provenire da un altro pianeta. <br /><br /><br /><br /><b>Da vedere </b><br />Il film documentario Kinshasa Symphony mostra il volto meno conosciuto del Congo – quello della creativit&agrave; e della musica – e svela l’energia vibrante della sua gente, che pur vivendo in una delle societ&agrave; pi&ugrave; caotiche e disordinate del mondo, &egrave; capace di far funzionare uno dei sistemi di cooperazione pi&ugrave; complessi mai inventati dall’uomo: un'orchestra sinfonica. Diretto dai registi tedeschi Claus Wischmann e Martin Baer, Kinshasa Symphony &egrave; stato presentato di recente alla Berlinale dove ha raccolto apprezzamenti dalla critica. www.kinshasa-symphony.com. <br /><br /><b>CURIOSITA' IN PICCOLE </b><br /><br />A Kinshasa, capitale della musica classica in salsa africana, la suoneria pi&ugrave; diffusa tra i cellulari &egrave; la sigla della Champions League: un inno del compositore tedesco Händel <br /><br />Flauto traverso, clarinetto, piatti, ottoni, contrabbasso e violincello. Nell’orchestra sinfonica di Kinshasa suonano un’ottantina di musicisti <br /><br />Il loro primo concerto dell’Orchestra Sinfonica Kimbanguista si tenne nel dicembre 1994 in onore del dittatore Mob.</font></font></p>
</font></font>
<p><font color="#ffffff" size="3"><font color="#000000">fonte: <font color="#ffffff"><a href="http://www.reportafrica.it/articoli.php?categoriacod=CUL&idarticolo=338">http://www.reportafrica.it/articoli.php?categoriacod=CUL&idarticolo=338</a></font></font>utu, due anni prima della sua caduta</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.tuluilebantu.org/dblog/articolo.asp?articolo=29]]></link>
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	<dc:date>2012-04-19T11:13:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Conferenza ad Alcamo]]></title>
	<description><![CDATA[<br />Il 12-13 Aprile si svolger&agrave; un convegno ad Alcamo presso la Sala congressi Marconi, sul tema <span style="font-weight: bold;"><br /></span>
<div style="text-align: center;"><font size="3"><span style="font-weight: bold;">Diritti Tutela e lavoro per l'uomo ugualmente abile.</span></font><br />Alla conferenza sar&agrave; presente Padre Clemente fondatore dell'A.TU.BA.<br /><span style="font-weight: bold;"></span></div>
<span style="font-weight: bold;"><br /></span>Di seguito scaricabile la locandina dell'evento.<br /><br /><a href="http://www.tuluilebantu.org/locandina/grafica DEF .pdf">link locandina</a><span style="font-weight: bold;"></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.tuluilebantu.org/dblog/articolo.asp?articolo=28]]></link>
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	<dc:date>2012-04-06T13:02:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Investiamo sul loro futuro]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><font size="2" face="Verdana">Nel pomeriggio di Domenica 25 marzo, presso il Centro Sociale di S.Giuliano &ndash;Erice, si &egrave; svolta la manifestazione benefica <strong>&ldquo;INVESTIAMO SUL LORO FUTURO&rdquo;</strong> promossa dalle associazioni Tuluile Bantu e KARIBU, unite da una collaborazione a favore dei diritti umani degli africani, anche di quelli presenti sul nostro territorio.<br />Le due associazioni hanno dato vita ad una sartoria multietnica, allocata presso la sede di via Frascati7- Erice, dove giovani sarti immigrati si impegnano a creare, modificare e/o riparare capi dimessi, per dar loro una nuova esistenza.<br />Durante la manifestazioni, giovani &ldquo;volontarie&rdquo; si sono improvvisate indossatrici in una passerella che ha permesso di mostrare il lavoro svolto dai sarti, che resteranno a disposizione di quanti vorranno utilizzare il loro lavoro per riparazioni o creazioni di capi di abbigliamento. I contributi verranno utilizzati come raccolta fondi a favore delle due associazioni.<br />E&rsquo; stato possibile ascoltare anche la dirompente musica etnica del JAMAH GROUP, formato da molti giovani musicisti provenienti da diverse parti del continente africano.<br />Qui di seguito alcune immagini dell&rsquo;evento.</font></p>
<p align="justify">&nbsp;
<table style="WIDTH: 354px; HEIGHT: 83px" border="0" cellspacing="1" cellpadding="1" width="354" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td><a href="http://www.tuluilebantu.org/immagini/karibu/1.jpg"><img src="/public/1.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://www.tuluilebantu.org/immagini/karibu/2.jpg"><img src="/public/2.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://www.tuluilebantu.org/immagini/karibu/3.jpg"><img src="/public/3.jpg" alt="" /></a></td>
            <td><a href="http://www.tuluilebantu.org/immagini/karibu/4.jpg"><img src="/public/4.jpg" alt="" /></a></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.tuluilebantu.org/dblog/articolo.asp?articolo=27]]></link>
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	<dc:date>2012-03-27T22:39:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Repubblica Democratica del Congo - Ottobre 2008]]></title>
	<description><![CDATA[<br />
<p align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm"><font size="4">Volontariato Sanitario Internazionale</font></p>
<p align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm"><font size="4">Repubblica Democratica del Congo - Ottobre 2008</font></p>
<p align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm">a cura di Mariangela Musso - Ospedale Cardinal Massaia di Asti</p>
<p align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm">dott. Giancarlo Ungaro - Ospedale S. Antonio Abate di Trapani</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">Per molto tempo, appena rientrata dalla missione sanitaria in Congo, svolta con A.TU.BA. Italia, non sono riuscita a esprimermi direttamente, a narrare liberamente del mio vissuto poich&eacute; troppo forti le cose viste, le parole sentite, le emozioni provate.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">A distanza, guardando bene e per la prima volta tutte le fotografie e rileggendo i miei appunti di viaggio, ho aperto finalmente la mente ai ricordi, bench&eacute; ancor freschi, per rendermi conto della grande opportunit&agrave; avuta e della fortuna di aver vissuto un'esperienza unica, intensa, speciale. Un'esperienza che mi ha segnato, in virt&ugrave; di quanto vissuto quotidianamente. In merito a questo, ringrazio di cuore l'A.TU.BA., Padre Clemente, il dott. Giancarlo Ungaro e Pap&agrave; Gambino che sono stati, chi in un modo, chi nell'altro, i miei cari compagni d'avventura, in quella splendida terra, ancora oggi martoriata dalla guerra. Dico avventura perch&eacute; arrivare via fiume, nel villaggio di Makumbi, nella foresta del Kasai occidentale, target della nostra missione sanitaria &egrave; veramente molto complesso e si assiste una vita difficile, povera, estremamente disagiata. Non &egrave; sufficiente sentire i dibattiti televisivi, vedere i documentari, leggere i dossier elaborati dalle agenzie internazionali: occorre andare sul posto, di persona, per avere un minimo sentore di quanto accade in Congo e di quanta disperazione ci sia nella popolazione. Una popolazione che, piano piano, pare scomparire nel nulla e nell'indifferenza del mondo.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">In questo panorama di desolazione, sconforto e di mancanza di tutto ci&ograve; che &egrave; basale, vitale, come la scuola, l'assistenza sanitaria e il lavoro, ho assistito di persona al &ldquo;progetto-miracolo&rdquo; dell'A.TU.BA.: un cambiamento concreto e reale, volto alla salvaguardia dei diritti umani e allo sviluppo sociale e economico di una piccola area fortemente arretrata ma &ldquo;protetta&rdquo; dalla foresta. A Makumbi, infatti, grazie ai programmi della A.TU.BA., la vita &egrave; vita e tutte le persone, anche quelle dei villaggi limitrofi, hanno la possibilit&agrave; di accedere, in qualche modo, ai servizi fondamentali atti a garantire il rispetto e la dignit&agrave; dell'Uomo. L'A.TU.BA., ha infatti creato, ad esempio, un dispensario medico, una farmacia con laboratorio analisi, una scuola, un laboratorio di lavorazione del ferro e diversi servizi igienici pubblici; il tutto grazie all'impiego di manodopera locale ed utilizzando i mattoni prodotti dalla fornace costruita, a suo tempo, dall'A.TU.BA. Stessa. Il personale incaricato dell'A.TU.BA. Congo, inoltre, svolge azione continua di aiuto, sostegno e collaborazione, verso le comunit&agrave; locali anche al di fuori del distretto di Makumbi, per donare beneficio al maggior numero di famiglie possibile.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">Come infermiera ho avuto il compito di intrattenere rapporti iniziali con le autorit&agrave; locali, al fine di contribuire ad ottenere l'autorizzazione per iniziare ufficialmente l'attivit&agrave; sanitaria nel complesso creato dall'A.TU.BA., di collaborare all'allestimento e messa in funzione dell'ambulatorio medico ivi compreso e di espletare attivit&agrave; sanitaria, come visite mediche ed interventi di piccola chiurgia.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">Attivit&agrave; che si &egrave; svolta in modo frenetico e intenso, nonostante le abbondanti piogge, il caldo opprimente e un tasso di umidit&agrave; insopportabile; abbiamo lavorato dall'alba al tramonto in sintonia con le tradizioni culturali e religiose e in collaborazione diretta con il personale sanitario assunto nel 2008 dall'A.TU.BA.: un medico, giunto con noi sul posto e tre infermieri gi&agrave; presenti al nostro arrivo. Il confronto/impatto fra metodiche diverse si &egrave; inevitabilmente verificato, a volta con difficolt&agrave; comuicative e di comprensione ma senza creare alcuna frattura, dando anzi vita, ad uno splendido scambio culturale, stimolante e arricchente. Non solo io, infermiera occidentale, infatti, ho apportato loro nuove conoscenze ma ho imparato, a mia volta, a visitare le persone con i pochi rudimentali strumenti a disposizione, a trattare bimbi in pericolo di vita,a spiegare nozioni di educazione sanitaria alle donne del villaggio, in modo sicuro ed efficace, a comunicare con alcuni capi villaggio, al fine di di diffondere informazioni utili ad altri piccoli villaggi confinanti. Per tutto questo, sento dentro ancora oggi, una grande riconoscenza verso quelle persone che se un tempo mi erano sconosciute, ora occupano uno spazio nel mio cuore e nei miei pi&ugrave; intimi ricordi.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">Ricordo e ringrazio in modo particolare i tre infermieri che mi hanno accompagnato e spesso sorretta emotivamente in questo mio percorso; penso spesso a Bernard, sud-africano, che nell'ultimo pomeriggio della mia permanenza a Makumbi, mi ha implorato di aiutarlo nel venire a cercare lavoro in Italia: solo attraverso una lunghissima e paziente discussione sono riuscita a rassicurarlo, a convincerlo di quanto fosse preparato rispetto alle problematiche sanitarie presenti, facendogli anche capire quanto fosse importante la sua presenza e la sua professionalit&agrave; in quel villaggio sperduto nella foresta tropicale e lontanissimo da qualsiasi tipo di strttura sociale, sanitaria e lavorativa.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">Ci siamo lasciati con un grande, interminabile abbraccio dal triste sapore dell'addio ma con la promessa di rivederci e di lavorare nuovamente insieme.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm">A distanza di tempo ritengo che sarebbe bello e giusto inviare a Makumbi, un'equipe sanitaria composta anche da un pediatra e da almeno due infermiere esperte di neonatologia e pedriatria: penso alle mie colleghe dell'Ospedale S. Antonio Abate di Trapani, alcune delle quali ho avuto l'onore di incontrare in passato. Il progetto di aiuto alle povere popolazioni del Congo, elaborato dall'A.TU.BA., non &egrave; che all'inizio e richiede una grande sforzo per garantire la reale continuit&agrave; degli interventi. L'augurio pi&ugrave; grande, oltre ad ottnenere tutti i meritati fondi necessari al proseguimento delle varie attivit&agrave; in corso e future, &egrave; il sincero e continuo coinvolgimento di molti infermieri, medici e altri operatori di Trapani e provincia, tutti uniti per il raggiungimento di un grande nobile obiettivo generale: la difesa e il ripristino dei diritti umani, nell'area interessata.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm">Mariangela Musso - Ospedale Cardinal Massaia di Asti</p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm">dott. Giancarlo Ungaro - Ospedale S. Antonio Abate di Trapani</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.tuluilebantu.org/dblog/articolo.asp?articolo=26]]></link>
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	<dc:date>2012-02-14T14:27:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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