Associazione per la promozione e difesa dei diritti umani in Africa
L' A.TU.BA. Associazione Tuluile Bantu per la Promozione e Difesa dei Diritti Umani in Africa, è una organizzazione senza scopo di lucro (ONLUS), che ha per progetto lo sviluppo di una cultura della solidarietà volta all'autorealizzazione dell'uomo, come centro essenziale del progresso della società.

Repubblica Democratica del Congo

Capo di Stato e di governo: Joseph Kabila
Pena di morte: mantenitore
Statuto di Roma della Corte penale internazionale: ratificato
Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: ratificata
Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: non firmato

Almeno 12 uomini arrestati all’inizio del 2005 continuavano a essere detenuti senza processo. Due difensori dei diritti umani sono stati arrestati e il loro processo per reati fiduciari si sono conclusi a dicembre. Tre richiedenti asilo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) rimanevano detenuti senza accusa né processo da quasi tre anni. Sono pervenute denunce di tortura e maltrattamenti di detenuti.

Contesto

Il Consiglio di resistenza nazionale (Conseil national de résistance – CNR) ha mantenuto armi e postazioni nella regione meridionale del Pool, nonostante un accordo di pace del 2003, mentre pervenivano continue segnalazioni di saccheggi e illegalità da parte dei suoi combattenti.

A gennaio, il presidente Sassou-Nguesso ha assunto la presidenza dell’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana.

Detenuti politici

L’ex colonnello dell’esercito Serge André Mpassi e almeno altri 11 membri o ex appartenenti alle forze di sicurezza, arrestati all’inizio del 2005, sono rimasti in detenzione senza processo. Altri 13 detenuti politici arrestati nello stesso periodo sono stati rilasciati in libertà provvisoria all’inizio dell’anno. Alcuni dei 25 furono accusati nel 2005 di coinvolgimento nel furto di armi militari ed erano stati tutti incriminati per aver pianificato il rovesciamento del governo. A marzo, il procuratore dell’Alta Corte di Brazzaville, stando alle fonti, ha comunicato ai restanti detenuti che un magistrato inquirente aveva concluso che non vi era luogo a procedere. Tuttavia, a fine anno, le autorità non avevano ritirato le accuse né rilasciato i restanti detenuti.

*A fine anno, non era stata ancora avviata un’inchiesta sulle accuse secondo cui il sergente dell’esercito Francis Ngolo Ngapene fu torturato in una base aerea militare a Pointe-Noire subito dopo il suo arresto nel febbraio 2005, riportando lesioni tra cui la frattura di un braccio. Egli è rimasto nella prigione centrale di Brazzaville.

Detenzione e perseguimento di difensori dei diritti umani

*I difensori dei diritti umani Brice Mackosso e Christian Mounzéo sono stati arrestati il 7 aprile. I due, coordinatori di una coalizione anticorruzione di gruppi della società civile nota come Pubblica ciò che paghi, sono parsi essere stati arrestati a causa del loro lavoro sui diritti umani, che comprendeva inchieste e denunce di casi di appropriazione indebita di profitti derivanti dal petrolio da parte di funzionari governativi. Sono stati trattenuti nella prigione centrale di Pointe-Noire. Dopo il loro arresto, la polizia ha perquisito i loro uffici e le loro abitazioni senza mandato, sequestrando documenti e altre proprietà. I due uomini sono stati rilasciati in libertà provvisoria il 28 aprile in attesa di processo per accuse relative a reati fiduciari e contraffazione. Un giudice per le indagini preliminari ha deciso l’archiviazione delle accuse di reati fiduciari, poiché non vi erano prove dell’appropriazione di fondi, ma il giudice del processo ha deciso il luogo a procedere sulla base delle accuse originarie. La difesa ha impugnato la decisione ma la pubblica accusa è riuscita a far riammettere i capi d’imputazione. Dopo numerosi rinvii, il processo si è concluso a dicembre con le accuse originarie invariate. Il 27 dicembre, l’Alta Corte di Pointe-Noire ha riconosciuto colpevoli gli imputati e li ha condannati a un anno di reclusione con sospensione della pena e al pagamento di un’ammenda. I due hanno presentato ricorso contro la condanna e la sentenza. Christian Mounzéo è stato arrestato per un breve periodo a novembre al suo rientro da un viaggio in Europa dove, secondo le autorità congolesi, aveva calunniato il presidente Nguesso.

Tortura e maltrattamenti

Stando alle accuse, detenuti politici e sospetti criminali sono stati torturati e maltrattati.

*Quattro uomini arrestati a maggio perché sospettati di coinvolgimento in traffico d’armi, stando alle accuse, sono stati ripetutamente picchiati da membri dell’unità di polizia responsabile della loro detenzione. Uno di loro, Aymar Mouity, secondo quanto riferito, è stato tenuto sospeso dal soffitto per i piedi. I quattro sono stati trattenuti nel centro di detenzione di Moukondo a Brazzaville in una cella angusta e buia, in condizioni che, stando alle fonti, hanno causato loro gravi danni alla vista. A fine anno gli uomini erano ancora detenuti senza accusa né processo.

Detenzione e deportazione di richiedenti asilo

*Tre ex membri delle forze di sicurezza della RDC che avevano presentato richiesta di asilo nella Repubblica del Congo hanno continuato a essere trattenuti senza accusa né processo nel quartier generale dei servizi di intelligence. Germain Ndabamenya Etikilome, Médard Mabwaka Egbonde e Bosch Ndala Umba erano stati arrestati nel marzo 2004 sulla base di un accordo sulla sicurezza tra la RDC e la Repubblica del Congo nel contesto di un giro di vite contro i reciproci oppositori. Tuttavia, secondo quanto riferito, le autorità della Repubblica del Congo hanno ritenuto che gli uomini fossero spie della RDC.

*A ottobre, due persone che erano evase dal carcere nella RDC e un altro richiedente asilo sono stati arrestati a Brazzaville e deportati nella RDC. Uno degli evasi, Césaire Muzima Mwenyezi, stava scontando l’ergastolo assieme ad altri 18 ex richiedenti asilo deportati da Brazzaville nella RDC nel 2001. Essi erano stati giudicati colpevoli di coinvolgimento nell’assassinio dell’allora presidente Désiré Kabila.

Non sono stati compiuti progressi nell’assicurare alla giustizia i responsabili della sparizione forzata a metà del 1999 di oltre 350 rifugiati che stavano rientrando dalla RDC.

Rapporti di AI

Republic of Congo: Political detainees in legal limbo (AI Index: AFR 22/003/2006)

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