Serata solidale al NUARA “Nutriti d ‘Amore” (Sei tu l’amore che muove il mondo)

NUARA SERATAEd anche questa volta…una bella serata! Si, infatti, abbiamo trovato una location dal fascino antico, in un palazzo al centro di Trapani, dove poter cenare per festeggiare l’ Amore.. che non per forza deve essere festeggiato per San Valentino! ” Sei Tu l’Amore che muove il Mondo”, il nostro leitmotiv, questa volta lo festeggiamo il Sabato 15..perchè ogni giorno è  buono  per Nutrirti d Amore e donare un sorriso ai nostri bambini di Makumbi..Sarà una serata con amici, all’insegna del “Buon stare” insieme accompagnato da intrattenimento a tema. Vi Aspettiamo!Solo su prenotazione.

Makumbi-Aggiornamento anno 2019

Considerato che nel 2017  tutto sembrava distrutto a causa dei guerriglieri, oggi Makumbi è in rinascita, per la seconda volta! da allora l’Associazione, attraverso i fondi raccolti ed impiegati in varie attività, ha svolto un opera di risollevamento del popolo dal dolore e dalla paura. I makumbani sono rientrati nel villaggio, dopo diversi mesi trascorsi nella vasta foresta, ospitati nelle strutture esistenti e resitenti..(è proprio il caso di dire) che l ‘A.TU.BA. ha costruito, cercando di svolgere anche un’azione di rifocillamento e ristoro per orfani ed anziani. l’attività scolastica pian piano è ripresa, ripartendo con le classi di scuola primaria fino all’ universitaria, cosicché, quest’anno, sono stati ben 36 i laureati in tre facoltà diverse dell’università di Makumbi!

Nel frattempo anche il settore sanitario ha ricominciato a funzionare: infatti, lo stato congolese, riconoscendo il lavoro svolto dall’A.TU.BA. onlus e il sostegno continuo al popolo,  ha nominato un nuovo medico per l’ospedale di Makumbi, riconoscendolo anche come secondo ospedale della provincia del Kasai. Grande soddisfazione!

Le strutture sono state ridipinte e sono stati rifatti letti, porte e finestre che erano stati rovinati dai precedenti episodi di guerra. Quest’estate sono arrivati a Makumbi anche diverse attrezzature (ecografo, elettrocardiografo, letto da parto, ed altro) ed i nuovi letti e materassi per consultorio, ospedale e maternità, pochini c’è da dire, ma contiamo ancora sul vostro aiuto per incrementare e migliorare la situazione sanitaria, sempre ahinoi precaria.

Anche per la chiesa è stato  fatto un grande passo avanti: è stata rifinita negli intonaci e pavimentazioni, finestre e porte, ed è stato nominato un sacerdote dalla diocesi, Padre Crispino, che sarà presto affiancato anche da alcune suore, necessarie affinché possano gestire un orfanotrofio.

UNA CHIESA PER MAKUMBI

Ci stiamo ancora lavorando! Non c’è popolo  che nella storia non abbia avuto un luogo dove riunirsi per  poter pregare come comunità. Anche nella comunità di Makumbi sta nascendo la Chiesa “Notre Dame de la Misericorde” voluta fortemente dal fondatore dell’associazione, specialmente dopo i luttuosi eventi di guerra degli ultimi tre anni, che hanno devastato intere famiglie e villaggi.  Poter battezzare, cresimare e sposare, amministrare tutti i sacramenti in una struttura non è poi cosi strano da immaginare per un popolo cristiano che ha bisogno di tanti beni materiali, certo, ma altrettanto bisogno di alleggerire lo spirito nelle situazioni più difficili che la vita .. e una vita in povertà specialmente..ti pone davanti. Poter benedire una salma o battezzare i bimbi, unire in matrimonio o semplicemente celebrare la messa domenicale non deve essere per forza fatto sotto la pioggia stagionale o sotto il caldo sole africano: una chiesa è il posto giusto! Si, di giustizia parliamo. Finalmente c’è una bella chiesa con sacrestia annessa, il portone in alluminio, proveniente da Trapani(Sicilia),le due porte laterali intitolate ai benefattori, una stanza per ospitare i sacerdoti che verranno ed un interno ancora da terminare, dipingere e arredare.Tanto ancora da fare? Bene dateci una mano, Iddio vi ricompenserà certamente.Noi, da sempre, vi diciamo: Grazie!

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LA DEMOCRAZIA IN CONGO È MORTA

 
 

In Congo è morta anche la democrazia

Redazione il 22 dicembre 2016 – 01:10 in Africa, Primo Piano
 


Repubblica “Democratica” del Congo: quel nome è una beffa grottesca per uno Stato fallito, svenduto a multinazionali rapaci, con una popolazione alla miseria malgrado risorse immense e con intere regioni fuori dal controllo della Capitale.

guerra-sud-congoDire che il Paese sia allo sbando è poco, ma in questi giorni la tensione è divenuta altissima perché il presidente Joseph Kabila, al termine del suo mandato, non solo non si è dimesso, ma ha nominato un nuovo Primo Ministro (ovviamente un suo uomo) e ha detto chiaramente che intende rimanere al potere fino alle prossime elezioni, che ha rinviato al 2018.

Joseph Kabila è un figlio d’arte, nel 2001, a 29 anni, è divenuto presidente della Repubblica “Democratica” del Congo in seguito all’assassinio del padre, Laurent-Desiré Kabila, anch’esso presidente fino alla morte. Una parte delle opposizioni, dinanzi alla brutale militarizzazione del potere, nell’ottobre scorso avevano raggiunto un accordo che permetteva a Kabila di rimanere in carica fino al 2018; ma molti altri gruppi si erano opposti, e la conferenza episcopale congolese aveva offerto la sua mediazione per una soluzione politica della crisi. Un tavolo negoziale che non si è mai aperto.

La piattaforma politica Rassemblement ha lanciato un appello sia al popolo congolese che alla comunità internazionale perché disconosca il capo dello Stato e il nuovo Esecutivo; ma i tentativi di protesta sono stati repressi sanguinosamente e il Congo è una preda troppo ghiotta, in svendita a prezzi di realizzo, perché si faccia realmente qualcosa per salvarlo.

Nel Paese c’è la solita missione delle Nazioni Unite, la Monusco, inutile quanto inconcludente, e le dichiarazioni del rappresentante speciale dell’Onu per il Congo, unite a quelle delle varie Ong che fanno delle tragiche emergenze un lucroso mestiere, fanno sorridere per la loro ipocrisia.

Dire che temono una recrudescenza della repressione del dissenso e del mancato rispetto dei diritti umani in occasione delle proteste popolari, è una macabra barzelletta in un Paese in cui la violenza è endemica, la legalità un’opzione teorica ed il potere è quello discrezionale esercitato da uomini armati; che portino una divisa del Governo o la giubba da miliziani poco importa.

Quella del Congo è una storia drammatica fatta di sfruttamento e di massacri, ma l’attuale simulacro di Stato, che si regge su basi debolissime, è ora messo a serio rischio dalle mancate dimissioni di Kabila. Solo la totale militarizzazione della capitale, Kinshasa, ha impedito il dilagare inarrestabile delle proteste.

Ma quelle violenze sono l’occasione perfetta per tutti coloro che vogliono banchettare impunemente con le ricchezze del Paese: sedicenti gruppi di guerriglia, famelici stati confinanti, rapaci multinazionali e imperialismi vicini o lontani. Per il Congo, un Paese a cui non è stato concesso di farsi Nazione e a cui è stato vietato il sogno di Lumumba, potrebbe essere l’anticamera della dissoluzione.

di Salvo Ardizzone